CASE COMACCHIO LIDI: vendite nei Lidi Ferraresi e Affitti

Nel Belpaese, iniziano a frenare i prezzi delle case.

 
 
Nel 2007, per la prima volta dopo otto anni, si assiste a una crescita sottotono del settore immobiliare, senza però incidere in termini eccessivamente negativi su volumi, fatturato e utili. L'aumento dei costi legato all'abitare e la scarsa offerta di abitazioni sociali in affitto evidenziano un rallentamento della domanda abitativa, per la quale manca, soprattutto, un'offerta di abitazioni in locazioni. Fa eccezione l'andamento positivo registrato dell'acquisto della casa in proprietà. Da sottolineare come l'Italia si confermi destinazione privilegiata degli investimenti immobiliari internazionali, con un incremento stimabile per il 2007 intorno ai 6 miliardi di euro. È questa, in sintesi, la fotografia della situazione immobiliare nel Belpaese scattata da un rapporto dell'Eurispes sulle tendenze e le prospettive del mercato immobiliare, presentato, a Roma, in occasione dell'apertura della decima edizione della Rassegna italiana del mercato immobiliare, organizzata dalla Camera di commercio di Roma.

La ricerca evidenzia come il fatturato complessivo dell'industria immobiliare italiana supererà, nel 2007, i 180 miliardi di euro, con un incremento del 5% rispetto al 2006. Fa riflettere come nel periodo 1997-2006, l'incremento sia stato pari all'85,4 per cento. Secondo l'Eurispes la crisi di fiducia innescata dall'estate turbolenta della finanza internazionale sta influenzando le aspettative delle famiglie sui trend dei prezzi di mercato degli immobili, rendendo più plausibili scenari di discesa delle quotazioni, anche in considerazione del razionamento del credito al settore famiglie riflesso nella minore concessione di mutui.

Strutturalmente, poi, il mercato italiano rimane ancora piuttosto frammentato, anche se la percentuale di proprietari di case nel Belpaese rimane alta rispetto ad altri mercati europei. E così, mentre a Genova si acquista di più nei quartieri di residenza, Bologna registra un mercato in stand by. Milano si contraddistingue per i lunghi tempi di contrattazione, mentre la capitale rappresenta da sola l'11% del volume d'affari nazionale generato dall'industria immobiliare. Venezia si segnala per gli elevati canoni di locazione, mentre Bari rappresenta l'unica grande area urbana che ha registrato segnali di tenuta del mercato immobiliare, anche se è previsto un rallentamento per il 2008. A Palermo, invece, in rialzo i settori della compravendita di case, in particolare nelle zone centrali, e dei negozi in locazione.

Sul fronte internazionale, infine, la ricerca sottolinea come gli investimenti immobiliari in Europa, stimati nella prima metà del 2007, abbiano raggiunto una cifra superiore ai 100 miliardi di euro, più di due terzi concentrati in tre mercati: Regno Unito, Germania e Francia. Preoccupazioni vengono, invece, dalla Spagna, il cui mercato immobiliare ha sovraperformato gli indici degli altri Paesi per circa un decennio ed è in inversione di tendenza con un calo dei prezzi stimato tra il 4% e il 7 per cento. I Paesi dell'Est sono l'area europea più dinamica, soprattutto Polonia e Repubblica Ceca, dove si sono registrate crescite del Pil intorno al 5-6 per cento.


fonte sole24ore.it