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Dal Lido degli Estensi al Museo delle Valli

Lido degli Estensi - Museo delle Valli: questo breve itinerario (12 km andata e ritorno) conduce dalla località balneare di Lido degli Estensi al Museo Civico delle Valli di Comacchio, con annesso itinerario storico-naturalistico.
Da Lido degli Estensi si raggiunge la spiaggia e si prosegue verso sud passando alle spalle degli stabilimenti balneari.
Raggiunta la foce dei canale Logonovo, lo si risale lungo l’argine fino al ponte della strada Romea, che si attraversa per imboccare a destra la strada per la salina di Comacchio.
Percorsi circa 2 km con ampio panorama sugli specchi d’acqua, si arriva alla portineria della salina, dove si gira a destra per passare il canale Torrerossa su di un ponte pedonale.
Si prosegue quindi verso sinistra e in pochi metri si raggiungono alcuni “padelloni” (baracche da pesca con rete a bilancia) ricavati sullo scafo di vecchi barconi.
Si tratta di una piccola oasi verde, con qualche alberello sull’argine altrimenti completamente spoglio.
Qui si gira subito a sinistra per seguire la pista sull’argine settentrionale del canale Torrerossa. Si prosegue per 2 chilometri con ampie vedute sia sulla destra (valle Spavola) che sulla sinistra (salina e valle Uccellera) e superata una chiusa si raggiunge la casa di vigilanza Foce che costituisce il Centro Visite del Museo Civico delle Valli di Comacchio ed e il punto di partenza per la visita (a piedi, in bicicletta e in battello) di ambienti originali dove sona conservati attrezzi e imbarcazioni
caratteristiche della pesca nelle valli.

Nella stazione da pesca Foce e stato allestito un centro di documentazione ricostruisce, con fotografie, filmati e carte le trasformazioni ambientali dei territorio e i suoi aspetti naturalistici.
Da qui un barcone conduce al  casone Pegoraro, dove il tema e la tecnologia anguillicoltura tradizionale: dalle grisole (i cannicciati usati per rafforzare argini, costruire le trappole per i pesci, coprire i casoni e, in passato, anche muri degli edifici) alle reti, alle imbarcazioni, agli attrezzi.
Tappa successiva è il casone Coccalino che la torretta sul tetto identifica come poste di sorveglianza contro la pesca di frodo; all’interno è stato ricostruito l’ambiente in cui vivevano le guardie vallive con le suppellettili della vita quotidiana.
Infine si arriva al casone Serilla, una le quattro stazioni da pesca su cui si colava il lavoro di raccolta nell’intero comprensorio.
Dal rifugio di Prato del Pozzo all’Oasi di Volta Scirocco e a Primaro questo itinerario si sviluppa nel settore meridionale delle valli di Comacchio partendo dall’azienda agrituristica «Prato del Pozzo».
Dall’azienda si sale sull’argine che separa il fiume Reno dalle valli, dal quale si dominano circa 9000 ettari di laguna: la Fossa di Porto ed il Lido di Magnavacca. Si tratta di zone molto frequentate dagli uccelli acquatici ed estremamente interessanti per il birdwatching.
A breve distanza dalla partenza, sulla sinistra, si stacca perpendicolarmente all’argine la penisola di Boscoforte (proprietà privata, attualmente non accessibile), un antico cordone di dune marine fossili dove nidifica la volpoca.
Proseguendo sempre sull’argine, si costeggiano la valle Furlana e quindi i Dossi di Campazzo, che formano la parte meridionale delle valli di Comacchio.
Più avanti, l’argine descrive un’ampia curva che racchiude l’Oasi Lipu di Volta Scirocco, attrezzata con capanni di osservazione, dove sorgono le idrovie Scirocca e Pedone, ultima tappa delle peregrinazioni di Garibaldi nelle valli comacchiesi.
Si può procedere ancora lungo l’argine del Reno fino all’idrovora Leonardo e sulla strada Romea, in località Primaro.